Produzione

50 giorni di cinema internazionale a Firenze

Bardini Contemporanea

Base

Biennale di Venezia

CANGO

Estate Fiorentina

Fabbrica Europa

Festival dei Popoli

Fondazione Targetti

Fosca

Galleria d'Arte Moderna di Palazzo Pitti

Il Vivaio del Malcantone

Kinkaleri

Krypton/Teatro Studio

Lo schermo dell'arte

Middle East Now

Museo Marino Marini

Musicus Concentus

Pitti Discovery

Quelli della Compagnia

River to River

Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea

Studio Marangoni

Teatro della Limonaia

Tempo Reale

Tusciaelecta

Villa Romana

Virgilio Sieni / Centro di produzione sui linguaggi del corpo e della danza

XING

Search

Attività

Arti visive

Fotografia

Editoria

Danza

Musica

Cinema

Teatro

Performing Art

Architettura

Festival

Anno

2016

2015

2014

2013

2012

2011

2010

2009

2008

2007

Produced

Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea

Memorie del contemporaneo

22.11.2016

Convegno a cura di Alessandra Acocella e Caterina Toschi
Comitato scientifico: Barbara Cinelli, Flavio Fergonzi, Alberto Salvadori, Tiziana Serena

Firenze, Auditorium di Sant’Apollonia, 22-23 novembre 2016

Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea promuove il convegno Memorie del contemporaneo dedicato alla recente memoria artistica toscana. Il convegno sarà articolato in due giornate centrate sugli archivi d’arte contemporanea, con una particolare attenzione al contesto toscano. L’obiettivo è quello di riflettere sui nuovi caratteri acquisiti dall’archivio dagli anni Sessanta, quale dispositivo critico di una memoria diffusa in materiali documentari dalla natura complessa e molteplice, tra cui libri d’artista, riviste, cartoline, ephemera, fotografie, film e video d’artista. A quest’ultima categoria, e dunque all’immagine in movimento, è dedicata la prima giornata (22 novembre 2016) intitolata Cinema e video d’artista in Toscana 1960-1990, con un ciclo di proiezioni introdotte da giovani studiosi. Il 23 novembre ospiti nazionali e internazionali interverranno sul tema dell'archivio d’arte contemporanea come luogo e strumento di ricerca, in tale occasione sarà presentato il progetto di censimento degli archivi d'arte contemporanea in Toscana dagli anni Sessanta al Duemila, a cura della Regione Toscana e della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana in collaborazione con Senzacornice. Il convegno Memorie del contemporaneo è promosso da Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea con il fondamentale contributo di Fondazione Cassa di Risparmio, Osservatorio per le Arti Contemporanee-Fondazione CRF e Piccoli Grandi Musei-Toscana ’900. In collaborazione con Regione Toscana e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

 

Filtri: Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea, Performing Art, Fotografia, Editoria, Cinema, Arti visive, Architettura, 2016

Lo schermo dell'arte

Lo Schermo dell'Arte Film Festival 2016

Evento inserito nella rassegna Lo Schermo dell'Arte - edizione 2016

16.11.2016

 Torna a Firenze dal 16 al 20 novembre 2016 LO SCHERMO DELL'ARTE FILM FESTIVAL, progetto internazionale che indaga e promuove le relazioni tra arte contemporanea e cinema, giunto alla IX edizione, diretto da Silvia Lucchesi.

 

Un ricco programma che si aprirà mercoledì 16 novembre al Cinema La Compagnia, nuova sala fiorentina ristrutturata dopo anni di inattività, con l'inaugurazione della mostra “VISIO. Outside The Black Box” a cura di Leonardo Bigazzi, che raccoglierà le opere dei 12 artisti partecipanti alla V edizione di “VISIO European Programme on Artists’ Moving Images” (ore 18.00). A seguire, alle 21.00, l’Opening Night con la prima italiana di “Where is Rocky II?” di Pierre Bismuth, cronaca docu-fiction della ricerca di una misteriosa opera dell’artista californiano Ed Ruscha. L'incasso della serata sarà devoluto alle popolazioni italiane recentemente colpite dal terremoto, per contribuire alla ricostruzione di un territorio ricco di arte e tradizione.

 

Tra gli artisti ospiti Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi protagonisti del “Focus On 2016” che riunisce sette dei loro celebri film, Omer Fast che presenterà le prime italiane dello psico-thriller “Remainder” (2015) e “Continuity” (2016), Luca Trevisani con la prima europea del suo ultimo lavoro “Sudan” (2016) co-prodotto dallo Schermo dell’arte, e ancora Joana Hadjithomas autrice con Khalil Joreige del poetico “Ismyrne” (2016) e Assaf Gruber con il corto “The Right” (2015).

 

Tra i film d’artista del programma anche le anteprime di “Nightlife” (2015), primo film in 3D di Cyprien Gaillard, “Faux Départ” (2015) di Yto Barrada, candidata al Prix Duchamp 2016, e “The Challenge” (2016) di Yuri Ancarani, premiato all’ultimo Festival di Locarno e presentato in collaborazione con la Biennale de l’Image en Mouvement (BIM) di Ginevra.

 

Il programma della sezione Sguardi include documentari sull’arte contemporanea, tra cui le prime italiane dei ritratti del fotografo americano Robert Frank e degli artisti Eva Hesse e David Hockney. In collaborazione con la Fondazione Palazzo Strozzi, in occasione della mostra “Ai Weiwei. Libero”,  verrà proposto, alla presenza del regista Michael Schindhelm, “The Chinese Lives of Uli Sigg” dedicato al più famoso collezionista di arte cinese contemporanea, l’imprenditore svizzero Uli Sigg.

 

Inoltre, durante il Festival, si svolgerà la parte conclusiva della seconda edizione di Feature Expanded, programma di training unico in Europa, nato con la volontà di ampliare le competenze e promuovere il lavoro di artisti che desiderano realizzare il loro primo lungometraggio, ideato e promosso da Lo schermo dell'arte Film Festival e da HOME, diretto da Leonardo Bigazzi e Sarah Perks e sostenuto da Creative Europe/MEDIA.

 

Lo schermo dell'arte Film Festival 2016 è stato realizzato con il contributo della Regione Toscana nell’ambito di “Toscanaincontemporanea2016” e di Creative Europe/MEDIA, Comune di Firenze, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenzeè incluso nel programma “50 Giorni di Cinema 2016”, progetto realizzato nell’ambito del Programma Sensi Contemporanei per il Cinema, sostenuto da Agenzia per la Coesione Territoriale, MIBACT Direzione Generale Cinema, Regione Toscana, Fondazione Sistema Toscana partner istituzionali: Fondazione Palazzo Strozzi, Institut français Firenze, Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi in Italia, Accademia di Belle Arti di Firenze, Deutsche Institut Florenz sponsor: ottod’Ame, Famiglia Cecchi, Findomestic, Unicoop Firenze

Filtri: Lo schermo dell'arte, Festival, Cinema, Arti visive, 2016

Museo Marino Marini

Rayyane Tabet La Mano De Dios

09.6.2016

a cura di Leonardo Bigazzi

 

Il Museo Marino Marini di Firenze inaugura giovedì 9 giugno La Mano De Dios, prima personale in Italia dell’artista libanese Rayyane Tabet (1983, Ashqout). La mostra, a cura di Leonardo Bigazzi, presenta un nuovo progetto realizzato appositamente per la cripta del museo. Nelle sue opere Tabet affronta questioni legate a situazioni geopolitiche complesse attraverso una riflessione sulle potenzialità della memoria e ricontestualizzando episodi della sua storia personale.

 

A Firenze l’artista presenterà l’ultimo capitolo della serie Five Distant Memories: The Suitcase, The Room, The Toys, The Boat and Maradona (2006-2016); un progetto decennale legato alle sue prime memorie d’infanzia e alla capacità che queste hanno di generare e trasformare oggetti e situazioni diverse se ricollocate in un contesto più ampio. Una valigia pronta in caso di evacuazione, alcuni elementi della camera dell’artista distrutta nei bombardamenti di Beirut, un set di giocattoli di legno e una barca usata dal padre dell’artista nel tentativo, fallito, di scappare dal paese, sono tutti oggetti trovati e riconfigurati dall’artista in modo da creare esperienze complesse che si sviluppano in stretto dialogo con lo spazio espositivo.

 

La Mano De Dios, il progetto che chiude la serie, ha come punto di partenza il famoso gol di mano che Maradona segnò contro l’Inghilterra nei quarti di finale del Mondiale del 1986. Quella partita, carica di tensioni politiche dovute alla guerra delle Falklands terminata solo quattro anni prima, è passata alla storia come la vendetta degli Argentini contro gli Inglesi. L’opera in mostra consiste in un vasto intervento architettonico nella cripta del Museo che l’artista ha realizzato basandosi sul ricordo dell’annuncio alla radio del gol. A Beirut la notizia fu preceduta dalla sirena che solitamente segnalava il pericolo di imminenti bombardamenti, volutamente inserita dal commentatore radiofonico per avere la massima attenzione possibile dagli ascoltatori. Utilizzando vari elementi riconducibili al contesto originale della sua memoria – il bunker usato dalla famiglia dell’artista durante la guerra civile – Tabet ha creato un ambiente sfruttando la particolare struttura architettonica della cripta, stabilendo anche un legame con la sua storia recente. Durante la Seconda Guerra Mondiale infatti, la cripta del Museo fu usata come rifugio dagli abitanti del quartiere durante i bombardamenti aerei. Nonostante questo progetto condivida vari riferimenti, sia formali sia concettuali, con i capitoli precedenti della serie, è la prima volta che viene coinvolto un episodio storico conosciuto in tutto il mondo, con cui ciascuno degli spettatori è chiamato a relazionarsi.

 

I quattro capitoli precedenti della serie sono stati tutti commissionati e prodotti da importanti istituzioni internazionali: Darat al Funun (Amman), Centre Georges Pompidou (Parigi), The New Museum (New York), Pinchuk Art Center (Kiev) and Sharjah Art Foundation (Sharjah).

 

In occasione della mostra Mousse Publishing pubblicherà un catalogo sulla serie Five Distant Memories.

 

La mostra è stata realizzata con il supporto di Regione Toscana e OAC-Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Si ringrazia inoltre per il sostegno il Comune di Firenze e il progetto Secret Florence, parte del Programma Speciale Fiere Pitti Immagine 2016 promosso dal Centro di Firenze per la Moda Italiana e realizzato grazie al contributo di Mise (Ministero Sviluppo Economico) e Agenzia Ice nell’ambito del progetto a sostegno delle fiere italiane e del Made in Italy.

 

 

Filtri: Museo Marino Marini, Arti visive, 2016

Museo Marino Marini

Tony Lewis. Alms Comity and Plunder

12.3.2016

a cura di Alberto Salvadori

Il Museo Marino Marini di Firenze inaugura sabato 12 marzo 2016 Alms Comity and Plunder, la prima personale in Europa in uno spazio istituzionale del giovane artista afroamericano Tony Lewis (Chicago, 1986), dedicata e realizzata appositamente per la cripta del museo. Lewis è uno degli artisti più rappresentativi della sua generazione e si colloca nella tradizione di artisti concettuali come Jenny Holzer, Lawrence Weiner e nella grande scuola degli artisti afroamericani come David Hammons Glenn Ligon e Charles Gaines le cui opere analizzano il linguaggio, le parole, gli oggetti e il loro effetto. Il suo lavoro è prevalentemente costruito in relazione alla scrittura e al suo valore semantico e lessicale. I caratteri usati sono quelli dei diversi linguaggi siano essi quello stenografico, quello dei fumetti, e un progetto on-going è tratto dal libro Life’s Little Instruction Book, vero e proprio vademecum moralizzatore figlio dell’ideologia classista della società americana contemporanea.

La presenza di Lewis a Firenze è da inserire anche in una storia importante per la nostra città e per l’arte tutta, quella che vide oramai alcuni decenni artisti e intellettuali formare uno dei gruppi determinanti per il linguaggio contemporaneo delle arti: i poeti visivi e il Gruppo 70. Le parole di Pignotti Il cammino dell’arte reca puntualmente e inevitabilmente grossi dispiacere ai conservatori possono essere prese a prestito per introdurre le opere di Lewis al Museo Marino Marini. Anche Luciano Ori ci aiuta a entrare meglio nel lavoro del giovane artista americano: la Poesia visiva non nasce dalla storia istituzionale dell’arte (o della letteratura se proprio lo si preferisce) ma dalla storia della comunicazione di massa. Allora questi artisti furono tra i primi a interessarsi alle “cose” del mondo, alle grandi questioni internazionali, senza rifugiarsi nella propria storia o tradizione, anzi superando a piè pari tali concetti: oggi giovani artisti come Lewis sono nelle cose del mondo.

In mostra sono presentati principalmente nuovi lavori o opere che vengono ripensate in dialogo con l’architettura della cripta. Per la prima volta l’artista ha deciso di lavorare anche con un materiale diverso dalla grafite, utilizzando per una delle opere dei pigmenti puri tipici della tradizione pittorica fiorentina. Questo ribadisce come le mostre del Museo Marini siano sempre progetti e produzioni pensate e realizzate per lo specifico spazio e contesto del luogo.

Questa mostra presenta una forma artistica esoletteraria che si attiva programmaticamente attraverso più codici. Dei Floor drawing, grandi disegni\sculture, occuperanno vaste aree della cripta; vere e proprie appropriazioni di quello che in tedesco potremo definire come Raum - luogo, stanza, spazio - oggetti che trasformano la rigidità geometrica delle superfici andando a mostrare un accumulo e una informe e incontrollabile spazialità, evocando come dice Lewis stesso le soft sculpture di Oldenburg e gli assemblage di Chamberlain, lavorando per oggettivizzare e concettualizzare quello che l’artista definisce il most powerful object ossia il pavimento dello spazio dove si trova a lavorare.

Alle pareti di alcuni ambienti della cripta compaiono dei disegni; in essi la parola viene destrutturata e il valore semantico e segnico delle lettere assume una autonomia rispetto alla composizione. La parola scelta è legata ad un rimando, ad un’evocazione personale, ad una sensazione rispetto al luogo: lo spazio espositivo del Museo Marini un tempo la cripta di una chiesa - per mille anni luogo di sepoltura dei frati del convento di San Pancrazio - luogo di passaggio dalla vita terrena a quella celeste, oggi luogo di creazione e di resistenza, la stessa che nelle parole delle opere dell’artista si può sentire e che non può variare. Il rapporto non risolto tra superficie e spazio oltre il piano, posto tra la fisicità dell’immagine e il suo costituire confine e barriera, ha nella scrittura una presentazione mai risolta, rinnovando ogni volta nuove questioni che l’immagine pone.

Infine una scritta a parete, 7 Look people in the eye. realizzata con viti, elastici e pigmenti, evoca una sentenza delle centinaia che moralisticamente andavano a costruire la grammatica del comportamento per le famiglie della working class e piccola borghesia americana contenute nel libro Life’s Little Instruction Book. Un vademecum moralizzante, figlio di una visione classista della società dove usi e costumi sono classificati e classificabili come in una sorta di tassonomia in grado di restituire, attraverso codici comportamentali e linguistici, l’appartenenza alla classe o al gruppo di origine. Questo modello di educazione era in sostanza un formidabile strumento di controllo, un residuo di quella cultura vittoriana moralizzatrice e schematica che negli Stati Uniti, attraverso le radici anglosassoni delle classi dominanti, ha infuso per gran parte del ’900 una chiara idea di società e di collocamento all’interno di essa. Appropriandosi di queste frasi, e ricontestualizzandole, l’artista ne mette in evidenza tutti i limiti e le criticità anche in relazione alla sua storia personale.

La mostra è stata realizzata con il supporto di Regione Toscana, Oac-Ente Cassa di Risparmio di Firenze.

Si ringrazia per la preziosa collaborazione la galleria Massimo De Carlo, Milano\Londra\Hong Kong.

Filtri: Museo Marino Marini, Arti visive, 2016

Museo Marino Marini

Maurizio Nannucci. Top Hundred

27.2.2016

a cura di Andreas Hapkemeyer

Il Museo Marino Marini, Firenze, inaugura il programma espositivo del 2016, sabato 27 febbraio con “Top Hundred” un progetto di Maurizio Nannucci.
  Cento opere scelte tra multipli, edizioni, libri e dischi d’artista, video, riviste, documenti ed ephemera di cento protagonisti della scena internazionale dell’arte dagli anni Sessanta ad oggi, provenienti dalla collezione di Zona Archives da lui iniziata nel 1967. E’ un progetto in divenire dove ogni nuova presentazione restituisce l’idea di un archivio aperto e nel quale il “Top Hundred” diviene uno statement di allestimento e di contenuti. La tappa fiorentina succede a quella di Museion, a Bolzano, dove i primi 100 “Top Hundred” sono stati presentati da settembre 2015 a gennaio 2016.

La mostra si propone come un percorso trasversale, in cui l’aspetto biografico della ricerca di Nannucci e quello storico di alcune pratiche artistiche coincidono. Top Hundred è una riflessione sul concetto di riproducibilità dell’opera d’arte, che, liberatasi dall’aura dell’unicità e dell’irripetibilità, si apre a una circolazione più ampia e democratica dove il valore economico diventa relativo. Sono così documentate varie esperienze e tendenze, dalla poesia concreta a fluxus, dall’arte concettuale alle ricerche sperimentali e multimediali fino ai recenti orientamenti artistici degli anni duemila.

Top Hundred” diviene così un percorso attraverso l’arte degli ultimi cinquant’anni, da cui emerge la ricchezza e la forza innovativa dei molteplici linguaggi che l’hanno caratterizzata. Per la presentazione delle cento opere: multipli, libri e dischi d’artista, posters, audioworks, video ed ephemera la presenza di Nannucci al Museo Marino Marini si integra e con la collezione permanente.

Per l’occasione verrà pubblicato un catalogo con testi di Andreas Hapkemeyer, Maurizio Nannucci, Gabriele Detterer, Letizia Ragaglia, Alberto Salvadori e i contributi di Caterina Toschi e Alessandra Acocella.

L’esposizione si inserisce in un percorso di ricerca sugli archivi contemporanei, intrapreso dal Museo Marino Marini, iniziato nel 2014 con la mostra dedicata al Centro Di e alla collezione privata di Alessandra Marchi, seguito nel 2015 con l’archivio di libri d’artista contemporanei selezionati da Gregorio Magnani.

La mostra comprende opere multiple e documenti di Vito Acconci / Saadane Afif / Vincenzo Agnetti / Laurie Anderson / Carl Andre / Archigram / John Armleder & Ecart / Art & Language / Avalanche / John Baldessari / Robert Barry / Gianfranco Baruchello / Base progetti per l’arte / Joseph Beuys / Pierre Bismuth / Bit / Alighiero Boetti / George Brecht / AA Bronson & General Idea / James Lee Byars / Chris Burden / Daniel Buren / John Cage / Maurizio Cattelan & Permanent Food / Christo / Claude Closky / Gianni Colombo / Concrete Poetry / Martin Creed / Guy Debord & Internationale Situationniste / Herman de Vries / Antonio Dias / Nico Dockx / Brian Eno / Cerith Wyn Evans / Valie Export / Hans Peter Feldmann / Robert Filliou / Ian Hamilton Finlay / Henry Flint / Lucio Fontana / Terry Fox / Marco Fusinato & John Nixon / Katharina Fritsch / Rainer Ganahl / Liam Gillick / Global Tool / John Giorno / Piero Golia / Felix Gonzales Torres / Dan Graham / Rodney Graham / Guerrilla Girls / Hans Haacke / Damien Hirst / Jenny Holzer / Pierre Huyghe / Dorothy Iannone / Isidore Isou / Christian Jankowski / Allan Kaprow / Martin Kippenberger / Peter Kogler / Koo Jeong-a / Joseph Kosuth / Jannis Kounellis / Ferdinand Kriwet / Barbara Kruger / Yayoi Kusama / Robert Lax / Le point d’ironie / Sherry Levine / Sol Lewitt / Roy Lichtenstein / Richard Long / Francesco Lo Savio / George Maciunas & Fluxus / Piero Manzoni / Christian Marclay / Gordon Matta-Clark / Allan McCollum / Marshall McLuhan / Cildo Meireles / Méla / Gustav Metzger / Maurizio Mochetti / Jonathan Monk / Olivier Mosset / Matt Mullican / Antoni Muntadas / Maurizio Nannucci / Bruce Nauman / Carsten Nicolai / Olaf Nicolai / Claes Oldenburg / Yoko Ono / Gabriel Orozco / Ou / Giulio Paolini / Philippe Parreno / Richard Prince / Markus Raetz / Recorthings / Tobias Rehberger / Pipilotti Rist / Gerwald Rockenschaub / Dieter Roth / Allen Ruppersberg / Ed Ruscha / David Shrigley /Seth Siegelaub / Gianni Emilio Simonetti / Something Else Press / SMS / Michael Snow / Daniel Spoerri / Spur / The Fox / Rirkrit Tiravanija / Niele Toroni / Franco Vaccari / Ben Vautier / Bill Viola / Wolf Vostell / Andy Warhol / Lawrence Weiner / Franz West / Emmett Williams / Christopher Wool / Heimo Zobernig / Zona…

Filtri: Museo Marino Marini, Editoria, Arti visive, 2016