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Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea

Memorie del contemporaneo

22.11.2016

Convegno a cura di Alessandra Acocella e Caterina Toschi
Comitato scientifico: Barbara Cinelli, Flavio Fergonzi, Alberto Salvadori, Tiziana Serena

Firenze, Auditorium di Sant’Apollonia, 22-23 novembre 2016

Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea promuove il convegno Memorie del contemporaneo dedicato alla recente memoria artistica toscana. Il convegno sarà articolato in due giornate centrate sugli archivi d’arte contemporanea, con una particolare attenzione al contesto toscano. L’obiettivo è quello di riflettere sui nuovi caratteri acquisiti dall’archivio dagli anni Sessanta, quale dispositivo critico di una memoria diffusa in materiali documentari dalla natura complessa e molteplice, tra cui libri d’artista, riviste, cartoline, ephemera, fotografie, film e video d’artista. A quest’ultima categoria, e dunque all’immagine in movimento, è dedicata la prima giornata (22 novembre 2016) intitolata Cinema e video d’artista in Toscana 1960-1990, con un ciclo di proiezioni introdotte da giovani studiosi. Il 23 novembre ospiti nazionali e internazionali interverranno sul tema dell'archivio d’arte contemporanea come luogo e strumento di ricerca, in tale occasione sarà presentato il progetto di censimento degli archivi d'arte contemporanea in Toscana dagli anni Sessanta al Duemila, a cura della Regione Toscana e della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana in collaborazione con Senzacornice. Il convegno Memorie del contemporaneo è promosso da Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea con il fondamentale contributo di Fondazione Cassa di Risparmio, Osservatorio per le Arti Contemporanee-Fondazione CRF e Piccoli Grandi Musei-Toscana ’900. In collaborazione con Regione Toscana e Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana.

 

Filtri: Senzacornice | Laboratorio di ricerca e formazione per l’arte contemporanea, Performing Art, Fotografia, Editoria, Cinema, Arti visive, Architettura, 2016

Fondazione Targetti

Michele De Lucchi | I miei orribili e meravigliosi clienti

17.11.2015

Osservatorio sull'Architettura | Fondazione Targetti
Ordine degli Architetti P. P. C.  di Firenze | Fondazione Architetti Firenze | Quodlibet

Villa La Sfacciata | Fondazione Targetti | via Volterranea | 82 | Firenze

Michele De Lucchi ha sempre tenuto conferenze cercando di incuriosire il pubblico con racconti sui suoi clienti e aneddoti sulla sua vita professionale. Solo nel corso della conferenza gli ascoltatori capivano che i clienti non erano i tradizionali committenti, i presidenti degli stati, i famosi industriali o i grandi investitori quanto i temi, i valori e gli ideali del mondo contemporaneo, interlocutori simbolici che quotidianamente orientano l’architetto.
Il libro I miei meravigliosi e orribili clienti (Quodlibet 2015) getta finalmente luce sui protagonisti nascosti del lavoro di De Lucchi e in un modo insolito: secondo Domitilla Dardi, autrice della nota in calce al libro, si tratta in realtà di una vera e propria autobiografia che si dipana grazie a una successione di immagini scelte per lo più in ordine cronologico. Si va dalle scorribande giovanili di De Lucchi nell'alveo dell'architettura radicale - com'è noto si è laureato a Firenze -, alle sue esperienze nel design milanese degli anni '80 nel gruppo Alchimia fino all'affermazione del proprio studio professionale, impegnato equamente in progetti di architettura, allestimento museale e design. Fra le immagini più note del suo lavoro compaiono qui anche aspetti più intimi come i modelli ispiratori scolpiti con la motosega nello studio privato, i disegni fatti con matite temperate col coltellino e gli oggetti e le lampade di Produzione Privata. Il genere letterario in cui il libro si inserisce, forse a sua insaputa, è quello della novella: della forma breve, ma ricco di aneddoti, motti di spirito e facezie del tutto personali e spesso esilaranti.
Scrive De Lucchi che «Come architetto ho trattato come miei clienti ideali i temi dell'industria, del mercato, dell'artigianato, della sperimentazione, dell'avanguardia, della tecnologia, della natura, della cultura e molti altri di cui mi sono anche innamorato e che ho servito come veri clienti più importanti di quelli commerciali della vita professionale. Questa è la mia filosofia e la racconto per convincere soprattutto i giovani architetti e designer che, se vogliono veramente avere gratificazione nella professione devono saper trovare i propri clienti soprattutto e prima di tutto dentro se stessi».
Alla Sfacciata De Lucchi farà un salto nel tempo: dialogherà con il suo ex professore e relatore di tesi, Adolfo Natalini, che lo indirizzò verso i sentieri immaginifici dell'architettura e del design radicale. Saranno presenti alla discussione anche Manuel Orazi, storico dell'architettura, e l'assessore all'urbanistica del comune di Firenze, Lorenzo Perra.

Evento sostenuto da: B&C Speakers spa | Gervasi Costruzioni spa | Osservatorio Arti Contemporanee ECRF | Targetti Sankey spa.

Filtri: Fondazione Targetti, Architettura, 2015

Fondazione Targetti

Superstudio | La vita segreta del Monumento Continuo

24.9.2015

Osservatorio sull'Architettura | Fondazione Targetti
Ordine degli Architetti P. P. C. di Firenze | Fondazione Architetti Firenze | Quodlibet

Conversazione di Gabriele Mastrigli con Adolfo Natalini, Cristiano Toraldo ii Francia e Piero Frassinelli.
Villa La Sfacciata | Fondazione Targetti | via Volterranea | 82 | Firenze

Fondato nel 1966 da Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, ai quali si sono poi uniti Gian Piero Frassinelli, Roberto e Alessandro Magris e Alessandro Poli, il Superstudio è stato tra i gruppi più influenti della cosiddetta architettura radicale. Nel clima generale delle neoavanguardie italiane e all’interno di un inedito e intenso campo di forza politico, il Superstudio si sviluppa a Firenze nell’alveo dell’insegnamento dei tre grandi Leonardo – Benevolo, Ricci e Savioli – in parallelo ad Archizoom, 9999, Ziggurat, UFO, Gianni Pettena, Remo Buti e altri ancora. Nonostante l’asciuttezza metafisica delle immagini – forse la critica più dura alle pretese salvifiche del Movimento Moderno – il Superstudio è stato tutt’altro che un gruppo omogeneo. Basti pensare ad Adolfo Natalini e Cristiano Toraldo di Francia, che arrivano all’architettura rispettivamente dalla pittura e dalla fotografia, oppure a Gian Piero Frassinelli, che coltivava interessi specifici per l’antropologia. 

Le conversazioni di Gabriele Mastrigli con i tre protagonisti, realizzate in occasione della Biennale di Venezia diretta da Rem Koolhaas – di cui è noto il debito giovanile nei confronti del gruppo fiorentino –,  e ora raccolte nel volume La vita segreta del Monumento continuo (Quodlibet 2015) ripercorrono, ciascuna da un punto di vista differente, l’intero percorso del Superstudio: dalla mostra fondativa Superarchitettura, alle visioni distopiche del Monumento Continuo (1969) e delle Dodici città ideali (1971), sino agli Atti fondamentali (1972-73), il più ambizioso tentativo di affrontare la relazione fra vita e progetto attraverso una radicale rifondazione antropologica e filosofica dell’architettura. 
Allo stesso tempo i tre racconti rivelano che il progetto del Superstudio consisteva nel sublimare le peculiarità dei suoi membri in un soggetto superiore e anonimo – da cui il nome stesso del gruppo – in grado di trasformare la cifra autobiografica in strategia operativa condivisa e in metodo di lavoro. È un’inclinazione che non cessa di esercitare un forte magnetismo verso le nuove generazioni di architetti e designer anche oggi, a cinquant’anni di distanza dal loro esordio.

Per capire le ragioni di questa longevità, ben lungi dal terminare, Gabriele Mastrigli  e Giovanni Bartolozzi animeranno una discussione con i protagonisti a 50 anni dalla fondazione del gruppo e in parallelo con altri due illustri cinquantenari: quelli della pubblicazione de L'architettura della città di Aldo Rossi e di Complessità e contraddizioni in architettura di Robert Venturi, che fanno del 1966 uno degli annus mirabilis del Novecento. Alberto Salvadori, direttore del Museo Marino Marini, aiuterà a sottolineare le molteplici relazioni con la scena artistica di quegli anni.

Evento sostenuto da: B&C Speakers spa | Gervasi Costruzioni spa | Osservatorio Arti Contemporanee ECRF | Targetti Sankey spa.

Filtri: Fondazione Targetti, Architettura, 2015

Fondazione Targetti

UFO: La cupola del Duomo (s)gonfiabile

09.6.2015

Osservatorio sull'Architettura | Fondazione Targetti
Florence Institute of Design International (FIDI)
Ordine degli Architetti P. P. C. di Firenze | Fondazione Architetti Firenze 

Evento installazione di Lapo Binazzi (UFO)
con la partecipazione di  Titti Maschietto e Patrizia Cammeo
Villa La Sfacciata | Fondazione Targetti | via Volterranea | 82 | Firenze

L’attività degli UFO è giunta finalmente alla realizzazione di un sogno sviluppatosi nel mitico ’68, quando il gruppo produceva nella facoltà di architettura occupata, grandi oggetti gonfiabili, calati a sorpresa nei riti e miti socio-urbani-architettonici della città di Firenze. Principalmente gli UFO utilizzavano il sagrato del Duomo per intervenire, antesignani dei Ghostbusters, con giganteschi oggetti quali un serpentone bianco latte di 300 metri sul quale era effigiata la scritta potele agli studenti, una spaghettata sul sagrato della chiesa dopo la messa del sabato, con forchettone di cartapesta lungo 4 metri e spaghetti gonfiabili di diametro 10 centimetri, un missile  di 12 metri, diametro 2 metri con su la scritta colgate con viet-cong, un dollaro o la S del supermarket, alto 6 metri e lungo 8, diametro 2 metri che recava slogan finto-pubblicitari come viva il mago zurlìnpiao, ogiocagiòcimin. Ma gli happening degli UFO non si fermavano qui. A S.Giovanni Valdarno, sempre nel ’68, con il superhappening n.7, gli UFO inventarono un confronto tra i polli venusiani di plastica, arrivati con una astronave gonfiabile sul tetto del palazzo comunale progettato da Arnolfo di Cambio, e quelli del Valdarno prelevati da una rosticceria locale. Sempre nel ’68 costruirono un muro di canne cubane gonfiabili alto 10 metri e un’alluvione gonfiabile alle Cascine per il Festival dell’Unità. Poi si trasferirono in ottobre all’Isolotto da Don Mazzi con una serie di rebus gonfiabili utilizzando memorie anni ’50, come l’enorme wiew-master. A febbraio del ’69 si recarono a Rieti con un autobus affittato per l’occasione, immagazzinando nelle stive un acquedotto romano gonfiabile in scala 1/1 - che doveva confrontarsi con quello vero; ma questo non fu possibile a causa di una forte nevicata... al ritorno costruirono quindi nel giardino della Facoltà di Architettura di Firenze una Casa ANAS gonfiabile con base di 4x4 metri e 6 metri di altezza, che diventò il loro capolavoro. Ma l’evento degli eventi, per cui gli UFO avevano intenzione di coinvolgere l’intera assemblea della facoltà, con circa 400 studenti in crow funding, era la costruzione di una cupola del Duomo in grande scala che proseguisse ed esaltasse il confronto serrato con la storia dell’architettura e che facesse definitivamente i conti con la propria città. Per diversi motivi questo progetto non andò mai in porto ma solo oggi, per via di una fortunata coincidenza astrale e grazie alla perseveranza dimostrata da parte degli UFO - nonché per l’apporto fondamentale del Florence Institute of Design International, oltreché della globalizzazione - la cupola gonfiabile addirittura in versione ANAS e in scala 1/5 è stata realizzata in Cina, più precisamente nella provincia del Ghuanzoù. E ora è qui tra noi su questo prato della Sfacciata, villa quattrocentesca e sede dell’Osservatorio sull’Architettura della Fondazione Targetti per suggerirci inediti accostamenti con quella vera in lontananza, nel sublime panorama delle colline toscane. Un lavoro ironico e dissacrante dell'apparato storico artistico di Firenze che ha da sempre puntato le proprie carte ed energie sull'enfatizzazione (gonfiaggio?!) del patrimonio architettonico espresso dai suoi principali monumenti. Una pesante eredità che ancora oggi rischia di non far vivere a pieno la sua contemporaneità. La cupola del Brunelleschi, nel suo doppio significato laico e religioso, protettrice della città e del suo paesaggio, viene intercettata dagli UFO come un corpo spaziale proiettato - anche attraverso il riferimento ANAS - nel vuoto esistente tra significante e significato. Una fissione semantica raggiunta attraverso una convenzionalità concettuale sempre più espressione della nostra contemporaneità. Il risultato è spendibile anche sul piano della politica - intesa come polis - quindi come partecipazione critica agli eventi e alle scelte istituzionali; incitazione verso le nuove generazioni ad affrontare con maggiore coraggio le sfide del nostro tempo. A circa 50 anni di distanza dal progetto iniziale (era il 1968) e a circa 600 anni da quella del Brunelleschi, la cupola degli UFO si pone ancora, nella sua straordinaria radicalità, come stella polare per nuovi naviganti.
Long life to the UFO!

L'evento a cura di Pino Brugellis (Direttore dell’Osservatorio sull'Architettura) e Maria Cristina Didero (curatrice indipendente) raccoglierà interventi da parte di Lapo Binazzi, Gianni Pettena (Anarchitetto), Alberto Salvadori (Direttore Museo Marino Marini), Stefano Pezzato (Curatore Centro Pecci), Patrizia Mello (Docente di storia dell'architettura contemporanea - DIDA), Marc Di Domenico (Direttore FIDI), Luigi Ferrando (Presidente Fondazione Targetti), Lorenzo Coppini (Amministratore Delegato B&C Speakers), Elisabetta Meucci (Assessore Urbanistica Comune di Firenze), Marzia Magrini (Presidente Ordine degli Architetti di Firenze) e di Alessandro Jaff (Ordine degli Architetti di Firenze).


L’evento è stato sostenuto da: B&C Speakers spa | Gervasi Costruzioni spa | Osservatorio Arti Contemporanee ECRF | Targetti Sankey Spa.

Filtri: Fondazione Targetti, Architettura, 2015

Fondazione Targetti

Scena Mobile | Paolo Rosselli

22.4.2015

Osservatorio sull'Architettura | Fondazione Targetti
Ordine degli Architetti P. P. C.  di Firenze | Fondazione Architetti Firenze | Quodlibet

Villa La Sfacciata |Fondazione Targetti | via Volterranea | 82 | Firenze

Le città viste da Paolo Rosselli
, architetto e fotografo, hanno sempre un punto di vista apparentemente già visto, uno sguardo banale che ci permette però di cogliere immagini delle metropoli altrimenti sfuggenti: infatti «Il modo migliore per nascondere qualcosa è di metterlo in piena vista» avvertiva Edgar Allan Poe ben prima dell'invenzione della fotografia. Rosselli, al contrario di molti suoi colleghi, da circa quindici anni ha abbracciato senza ipocrisie il digitale con un raffinamento stilistico e un'evoluzione tecnica che gli hanno permesso di analizzare e capire lo sviluppo di molte metropoli contemporanee e di sperimentare punti di vista nati dal caso o dall'azzardo, su un treno giapponese, un'automobile indiana o un tram milanese.
Il digitale, da alcuni ancora demonizzato, è uno strumento privilegiato per indagare la città, l'unico soggetto dove soggetto e sfondo si mescolano davvero fino ad annullarsi a vicenda. Come ha dichiarato di recente in un'intervista alla radio svizzera: "Non esiste più differenza tra soggetto e sfondo. La foto digitale ha messo fine all'idea di fotografia come veduta ordinata e gerarchica". 
I «quadri» fotografici di Rosselli sono affreschi di vita contemporanea: scorci di metropoli postmoderne, scene di civiltà avveniristiche, paesaggi di natura straniata. Ridipinte coi colori digitali, le sue Tokyo, Berlino, Istanbul, Pechino, Shanghai, Milano, Parigi, mostrano volti che nessun occhio umano o analogico avrebbe mai visto. E invece bastava puntare il dito e lo sguardo digitale per indicare questo: guarda là, ancora una volta l’arte inventa la realtà. Come la pittura e forse anche l'architettura, appunto.
Partendo dal libro Scena mobile, uscito per i tipi di Quodlibet, la conferenza intende porre l'accento sulla filosofia che anima l'opera di uno dei più grandi fotografi contemporanei di architettura e città per imparare a leggere la "sostanza urbana" della città generica, come direbbe Rem Koolhaas, attraverso le immagini di viaggio di Rosselli.
A tal proposito vale la pena riportare ciò che ha scritto Michele Smargiassi su La Repubblica: «C'è un'immagine del viaggio che sia stata radicalmente inventata dalla fotografia, possibile soltanto in fotografia? Ho una risposta: la veduta dal finestrino. Del treno, dall'aereo, dall'auto, dal pullman. Già pronta e incorniciata, è una visione del paesaggio propria della modernità e dei suoi rapidi mezzi di trasporto, che della fotografia sono coetanei, ed è sconosciuta al pittore e anche al disegnatore, accessibile solo alla velocità dello scatto. Della visione tradizionale sovverte tutti gli schemi: la veduta dal finestrino abolisce il primo piano, è sempre laterale e un po' obliqua, incompleta, casuale, effimera e senza una forma composta e studiata, frammento immobile di un film che scorre, sempre tagliata da un bordo, semi-mascherata da un retrovisore, da una tendina, da un cruscotto. Nelle fotografie che Paolo Rosselli ha raccolto in Scena mobile, prese nel corso di una carriera di fotografo, nei ritagli di tempo durante gli spostamenti in auto, questa che oggi è senza dubbio la più comune e familiare esperienza del paesaggio la trovate ironicamente, intelligentemente declinata senza parole».
A Firenze, all'Osservatorio sull'Architettura, Rosselli proverà invece a commentare e dunque letteralmente a far parlare quelle immagini ed altre più recenti, mostrate in pubblico per la prima volta. Il convegno intende promuovere, nelle sue varie sfaccettature un modo di guardare l'architettura e la città in modo nuovo dove visibile e invisibile si mescolano, dove gli scatti, veri "piani sequenza", costruiscono narrazioni del reale totalmente inattese.

La conferenza coordinata da Pino Brugellis (Osservatorio sull'Architettura) e Alessandro Jaff (Ordine degli Architetti di Firenze) raccoglierà gli interventi oltre che di Paolo Rosselli, di Manuel Orazi (Storico dell'architettura), di Alberto Salvadori (Direttore Museo Marino Marini), di Luigi Ferrando (Presidente Fondazione Targetti) e di  Elisabbetta Meucci (Assessore Urbanistica Comune di Firenze).

Evento sostenuto da: B&C Speakers spa | Gervasi Costruzioni spa | Osservatorio Arti Contemporanee ECRF | Targetti Sankey spa

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Fondazione Targetti

Andreas Kipar - Land - Architettura Sonora

Evento inserito nella rassegna Osservatorio sull'Architettura

01.1.2004


Villa la Sfacciata, 82 Firenze
30 ottobre ore 15,30 - 19,00


La conferenza con Andreas Kipar ( Land) e il team di Architettura Sonora ha l'ambizione di creare un dibattito sulla progettazione del paesaggio intesa come comprensione degli elementi salienti che lo caratterizzano e organici interventi di reinvenzione.
L'integrazione fra natura e cultura, tenere insieme le diversità, sono i concetti che stanno alla base della costruzione di nuove identità paesaggistiche. Fare bello un paesaggio non è tanto quindi un problema legislativo, quanto piuttosto un problema di cultura del progetto.
L’approccio deve essere quello di una progettazione degli spazi aperti e del verde improntato da una lettura che va dalla piccola alla grande scala, dalla pianificazione urbanistica e territoriale ai giardini privati, dal recupero delle aree dismesse ai piani strategici a scala territoriale.
La narrazione di progetti sviluppati da Andreas Kipar in ambito internazionale mira a far emergere le caratteristiche e le identità concettuali che stanno alla base delle sue tante opere maturate in questi anni di intenso lavoro. Un lavoro iniziato da studente e improntato sul rapporto tra arché  techné, punto centrale anche del lavoro di Pietro Porcinai di cui Kipar è stato allievo durante gli studi universitari negli anni ’80 e che è rimasto per lui un forte oggetto di studio tradottosi in numerosi interventi progettuali, veri e autentici omaggi ai diversi paesaggi.
Il team di Architettura Sonora esplora, invece, le nuove frontiere del paesaggio attraverso l'uso di nuove tecniche sonore atte a ridefinire la percezione dell'ambiente spaziale attraverso un'esperienza immersiva. Architettura Sonora è in grado di modellare la tecnologia per creare le più belle e seducenti forme di diffusori ambientali, considerati una sorta di "strumenti spaziali" che si integrano nella natura e capaci di avvolgere l'ascoltatore in un'affascinante esperienza multi-sensoriale.

Partecipano alla discussione l'assessore all'urbanistica del Comune di Firenze Elisabetta Meucci, Pino Brugellis (Osservatorio sull'Architettura), Paola Porcinai (Archivio Porcinai) e Alessandro Jaff (Ordine Architetti Firenze). L'evento vuole essere anche un omaggio a Pietro Porcinai, ripercorrendo attraverso l'esperienze dei protagonisti alcune tappe significative del lavoro del grande Maestro.

Filtri: Fondazione Targetti, Architettura, 2014

Fondazione Targetti

La Linea del Fuoco. Daniel Libeskind

Evento inserito nella rassegna Osservatorio sull'Architettura

01.1.2004


Villa la Sfacciata, 82 Firenze
21 ottobre ore 15,30 - 19,00


Daniel Libeskind è molto noto per l’intensa attività professionale degli ultimi anni, quelli  seguiti al completamento del suo opus magnum, il Museo ebraico di Berlino, salutato per primo da Bruno Zevi in Ebraismo e architettura come l’opposto di un edificio tradizionale, «corpo guizzante a zig-zag che taglia, scudiscia la città, ne calamita le strettoie e gli slarghi, li elettrizza contestando stasi e quiete. Espressionismo a scala metropolitana, non più pago di urlare, deciso a rievocare l’orrore in modo gelido, tagliente, spietato».

Il primo abbozzo del celebre progetto berlinese aveva il titolo provvisorio di Linea del fuoco, in riferimento all’origine dell’architettura narrata nel mito vitruviano, e il libro italiano appena pubblicato da Quodlibet restituisce il lato nascosto, più intimo e inedito del lavoro di Libeskind. La sua formazione è avvenuta anche grazie alle esperienze musicali avute fin dalla più giovane età, al dialogo a distanza con filosofi di prima grandezza, quali Jacques Derrida – come ricorda Dario Gentili nella postfazione –, e soprattutto all’arte del disegno, verso la quale la cultura architettonica manifesta oggi un’imprevista rinascita di interesse. Le virtuosistiche serie di disegni Micromegas (1979), Anatomia della melanconia (1981), Chamber Works (1983), Theatrum Mundi (1985), Sonnets in Babylon (2011), per lo più inedite, sono infatti inseparabili dalla riflessione sui grandi temi che riverberano nella sua architettura: la memoria, lo spazio e il suo negativo, il vuoto, sono il fuoco concettuale di questi scritti rapsodici. Per via del poco noto sodalizio, «quasi  lunatico», con Aldo Rossi – a cui è dedicata l’appendice corredata delle «macchine» costruite da Libeskind per la Biennale del 1985 –, si è trasferito per alcuni anni in Italia.

L'Osservatorio sull'architettura discuterà con Libeskind del mestiere di architetto oggi insieme al Sindaco di Firenze Dario Nardella, Pino Brugellis (Osservatorio sull'Architettura), Manuel Orazi (storico dell'architettura) Shulim Vogelmann (scrittore ed editore de La Giuntina) e Alessandro Jaff (Ordine Architetti Firenze). L'idea di fondo è che fare architettura non è solo costruzione ma anche e soprattutto scrittura, disegno, sperimentazione e traduzione continua fra tutte queste forme di conoscenza.
 

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Fondazione Targetti

Leonardo Ricci, nuovi modelli urbani

Evento inserito nella rassegna Osservatorio sull'Architettura

01.1.2004

In occasione del ventesimo anniversario della scomparsa di Leonardo Ricci (1918-1994), l'Osservatorio sull'Architettura con l’Ordine degli Architetti di Firenze promuovono la conferenza dedicata a Leonardo Ricci, nuovi modelli urbani. Una riflessione su uno dei protagonisti più riconosciuti dell’architettura italiana del secolo scorso, allievo e collaboratore di Giovanni Michelucci, autore del Villaggio di Monterinaldi e dei blocchi residenziali di Sorgane a Firenze. La conferenza prenderà spunto dall’omonimo libro, recentemente pubblicato per Quodlibet, che indaga gli ultimi lavori di Ricci a partire dal progetto per il Centro Direzionale di Firenze (1977) fino al Palazzo di Giustizia e presenta inediti progetti relativi all’ultima stagione creativa dell’architetto fiorentino.
La conferenza coordinata da Pino Brugellis (Fondazione Targetti) e Manuel Orazi (Quodlibet),  raccoglierà gli interventi di Alessandro Jaff (Presidente Ordine degli Architetti di Firenze), Clementina Ricci (Archivio Ricci), Manfredo di Robilant (Storico dell'architettura che lavora per la prossima Mostra Internazionale di Architettura, La Biennale di Venezia, diretta da Rem Koolhaas), Enrico Ognibene  (Presidente del Tribunale di Firenze), Giovanni Bartolozzi (autore del libro), Elisabetta Meucci (Assessore politiche del territorio Comune di Firenze).

L'Osservatorio sull'Architettura è sostenuto da: B&C Speakers, Gervasi Spa, Osservatorio Arti Contemporanee,Targetti.

Filtri: Fondazione Targetti, Architettura, 2014

Il Vivaio del Malcantone

Slow Cities

08.12.2013

Slow Cities è un progetto artistico che ha come oggetto l’area di Coverciano, la sua comunità e le sue dinamiche sociali. Abbiamo pensato di rivolgere lo sguardo all’area dove si vive e si agisce, di provare ad accorciare le distanze nella prospettiva di generare nuove relazioni attraverso la condivisione di pratiche artistiche e di interazione con la cittadinanza. Il Vivaio del Malcantone ha invitato l’artista Silvio Palladino che, insieme all’associazione, a studenti universitari e agli abitanti del quartiere, svolgerà un’analisi su Coverciano e aprirà un dialogo su che cosa significa comunità e se, e come, può essere possibile migliorarla. Una serie di attività partiranno l’8 diicembre e andranno avanti fino alla fine di gennaio. Nel mese di dicembre verranno distribuiti questionari, fatte interviste per il quartiere, invitati gli abitanti a partecipare a passeggiate dirette a registrare aspetti che solitamente sfuggono alla nostra visione, al fine di raccogliere informazioni e materiali utili a far emergere le dinamiche spaziali e sociali dell’area di riferimento. Il programma prevede la realizzazione un percorso di interazione urbana tra le risorse di quartiere, RIdestare, articolato in tre appuntamenti fissati a metà dicembre, e di un workshop a metà gennaio, curato da Love Difference e rivolto a tutti coloro che saranno interessati ad approfondire le tematiche e le problematiche inerenti all’area analizzata nel corso della ricerca svolta nel mese di dicembre. La residenza avrà luogo da metà gennaio a fine gennaio, periodo in cui l’artista svilupperà il progetto che verrà restituito al pubblico attraverso una presentazione la cui forma sarà definita dalla natura stessa del lavoro.

Filtri: Il Vivaio del Malcantone, Arti visive, Architettura, 2013

Fondazione Targetti

L'invisibile linea rossa

Evento inserito nella rassegna Osservatorio sull'Architettura

01.1.2004

L'invisibile linea rossa è una raccolta di saggi inediti di alcuni dei grandi interpreti dell’architettura contemporanea, più un’appendice di Antonio Negri su Rem Koolhaas.
Da Yona Friedman a Thom Mayne, da Peter Eisenman a Vito Acconci, Bernard Tschumi, Elias Zenghelis, Greg Lynn, Diller-Scofidio... Sono tutti ‘coltivatori di idee’, accomunati anche dalla partecipazione ad uno degli incontri che l’Osservatorio Architettura della Fondazione Targetti ha organizzato a partire dal 2004 come occasioni di confronto sui complessi fenomeni legati al mondo dell’architettura e di cui questo libro vuole essere insieme espressione e testimonianza.
Gli interventi qui riuniti e i contribuiti critici che li accompagnano, se pur molto diversi per linguaggio e ispirazione, sembrano tutti legati da una sottile linea rossa, la ricerca di una risposta a una domanda sottesa: il significato di essere architetto, oggi.
Fare architettura – scrive nella sua introduzione il curatore del volume, Pino Brugellis – implica la consapevolezza di gestire processi complessi che non si limitano a ritrarre la società, ma la spingono oltre, in un ‘altrove’ indefinito. Il progetto di architettura, cioè, non è solo la rappresentazione di un mondo possibile, ma lo strumento principe per tradurre in concreto le esigenze di trasformazione della società. In questo consiste l’anima di L’invisibile linea rossa.

L'invisibile linea rossa, curato dalla Fondazioni Targetti, è pubblicato da Quodlibet.


Filtri: Fondazione Targetti, Editoria, Architettura, 2010

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Alvaro Siza

Evento inserito nella rassegna Osservatorio sull'Architettura

01.1.2004

L’architetto portoghese Álvaro Siza Vieira, apprezzato in tutto il mondo come il principale esponente della cosiddetta 'Escola do Porto', è stato ospite a Firenze della Fondazione Targetti quale protagonista di questo nuovo incontro dell’Osservatorio dell’Architettura dal titolo Urban Networks, organizzato in collaborazione con A AS Architecture e curato da Pino Brugellis, Marco Rinaldi e Viviana Terzoli.

Come ha scritto Kenneth Frampton, 'attraverso l’attenzione all’uso dei materiali locali, l’artigianato e l’indefinibile luce del luogo... tutti gli edifici di Siza si dispongono con discrezione nella topografia dei luoghi'.
La conferenza di Firenze lo ha visto esprimersi soprattutto attraverso i suoi disegni, l’attività più cara al maestro portoghese, che ha illustrato alcuni fra i suoi progetti più recenti.
'Oggi gli architetti progettano quasi sempre senza sapere chi, effettivamente, vivrà nelle case che loro disegnano”, ha detto Siza. “È un problema cruciale diffuso e per una ragione elementare. Le comunità nazionali non sono più comunità ‘semplici’. Ci sono gli immigrati. E l’architettura deve tenere conto del loro diverso modo di vivere. Non ha molto senso imporre a tutti gli stessi edifici.'
Per Siza, insomma, fuor di retorica il lavoro dell’architetto è un lavoro sociale che non può essere svolto al chiuso di uno studio, lontano dalla gente e dal mondo. 

Filtri: Fondazione Targetti, Architettura, 2010